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Articoli marcati con tag ‘gateway internet’

Quando scrivo un articolo di solito tendo sempre a non dare per scontato quello che vado a descrivere, per questo motivo farò 2 accenni ai prodotti a cui faccio riferimento, e successivamente come abbinarli correttamente fra loro.


DATAPLICITY

E’ un comodo servizio che è in grado di fornirvi accesso al vostro pc/server/raspberry, con sistema operativo gnu/linux, anche se questi sono collegati dietro una rete che non vi fornisce un ip pubblico, quindi quando il dispositivo è dietro una rete non raggiungibile direttamente dall’esterno (es. connessione tramite 3g, o wisp che non forniscono ip pubblico).
Dopo essersi registrati viene fornito uno script python con un token univoco che, una volta lanciato sul dispositivo, installerà il necessario per il funzionamento e, in fine, vi fornirà accesso alla porta 22 SSH e 80 HTTP tramite un tunnel gestibile direttamente dal vostro browser collegandosi alla loro interfaccia web (è disponibile anche un app per ios/Microsoft Store/android).
il primo dispositivo è gratuito, mentre per gli altri dovrete pagare un abbonamento.

PI-STAR

Inutile dilungarsi troppo su questo prodotto noto a tutti i radioamatori, attualmente è lo “standard de facto” per gestire modem e gateway digitali radioamatoriali (hotspot o ripetitori), il tutto comodamente da interfaccia web leggera e veloce.


Fatte le dovute premesse, passiamo al “problema”.
Come molti di voi avranno avuto modo di valutare, PI-STAR è in grado di mantenere la propria “solidità” e garantire all’utente un funzionamento “out-of-the-box” grazie al proprio “recinto” costruito attorno al sistema operativo; vale a dire che, pur essendo un sistema operativo basato su raspbian (debian per raspberry), e pur mantenendone tutte le caratteristiche funzionali, gli sono stati creati di proposito dei vincoli da parte dello sviluppatore per evitare che un intervento sul sistema da un utente più smaliziato possa comprometterne il funzionamento e l’installazione dei futuri aggiornamenti che vengono periodicamente rilasciati.
Questi vincoli implicano, fra l’altro, filesystem in sola lettura di default, specifici permessi a file e directory, script che ad ogni riavvio ripristinano file all’interno di specifiche directory, e proprio su quest’ultimo punto mi soffermerò nelle prossime righe.

La prima volta che ho provato ad installare dataplicity su pi-star ho riscontrato una spiacevole anomalia, infatti il dispositivo restava raggiungibile solo fino a quando non si effettuava un riavvio del sistema, a quel punto non era più possibile in alcun modo ripristinarlo.
Non vi nego che, per mancanza di tempo e anche per un pizzico di pigrizia, inizialmente l’escamotage fu abbastanza bizzarro e insolito, ma di rapida soluzione, infatti per un periodo facevo disinstallare l’agent e reinstallarlo automaticamente ad ogni avvio del pi-star, ma questo comportava un ritardo notevole all’avvio del sistema e un deciso grado di complessità che non giovava certamente alla stabilità, ma successivamente ho indagato dando una rapida occhiata ai log e su cosa accadeva al PI-STAR durante il riavvio.
La conclusione è stata fortunatamente molto semplice, il servizio di dataplicity che fornisce il tunnel chiamato supervisor, genera i suoi file di log di default in /var/log/dataplicity , tutto normale direte, se non fosse che pi-star ad ogni riavvio si prende il disturbo di eliminate dai log tutto quello che non fa parte del suo default, fra cui anche la directory in questione, e ovviamente supervisor non riusciva più a partire non trovando più il percorso dei log.
Fortnatamente il servizio supervisor prevede un file di configurazione che trovate in /etc/supervisor/supervisord.conf

Aprendolo vi troverete un file simile a questo, e come potete notare dalle righe evidenziate, ho modificato il percorso su cui il servizio va a scrivere i log /var/log/dataplicity/supervisord.log semplicemente eliminando la directory dataplicity e facendo scrivere i suoi log direttamente in /var/log

; supervisor config file

[unix_http_server]
file=/var/run/supervisor.sock ; (the path to the socket file)
chmod=0700 ; sockef file mode (default 0700)

[supervisord]
logfile=/var/log/supervisord.log ; (main log file;default $CWD/supervisord.log)
pidfile=/var/run/supervisord.pid ; (supervisord pidfile;default supervisord.pid)
childlogdir=/var/log ; (‘AUTO’ child log dir, default $TEMP)

; the below section must remain in the config file for RPC
; (supervisorctl/web interface) to work, additional interfaces may be
; added by defining them in separate rpcinterface: sections
[rpcinterface:supervisor]
supervisor.rpcinterface_factory = supervisor.rpcinterface:make_main_rpcinterface

[supervisorctl]
serverurl=unix:///var/run/supervisor.sock ; use a unix:// URL for a unix socket

; The [include] section can just contain the “files” setting. This
; setting can list multiple files (separated by whitespace or
; newlines). It can also contain wildcards. The filenames are
; interpreted as relative to this file. Included files *cannot*
; include files themselves.

[include]
files = /etc/supervisor/conf.d/*.conf

Una volta garantito un percorso valido per i log, tutto torna a funzionare regolarmente ad ogni riavvio.

Buona sperimentazione e al prossimo………”problema”

Mi è capitato in questi giorni di imbattermi in discorsi con amici non radioamatori che asserivano di usare un sistema di comunicazione con i loro PMR chiamato FREE RADIO NETWORK, che permetteva l’utilizzo del pc o di comuni radio PMR legalmente dichiarate al Ministero Delle Comunicazioni per comunicazioni attraverso dei gate voip con un apposito software strutturato stile chatrooms; io ho subito manifestato scetticismo e mi sono congedato per informarmi meglio.

Il primo approccio con il sito sembra buono, infatti tengono subito a precisare la legalità della loro attività, infatti specificano che si possono utilizzare esclusivamente radio di libera vendita e con le eventuali rispettive licenze, e che queste non devono avere alcuna modifica non permessa dalla loro regolamentazione, quindi sono ammessi LPD, SRD, PMR, CB 27Mhz, queste ultime due con il pagamento dei 12 euro e della regolare concessione ministeriale, inutile dire che si possono usare anche radio radioamatoriali con licenza radioamatoriale, a patto che tutti questi dispositivi operino sulle rispettive frequenze legalmente concesse.

Mi sono poi soffermato su un punto, quello in cui parlano dell’uso del sistema con una radio collegata al pc tramite apposita interfaccia, e di creare un gateway con un ripetitore simplex accessibile a tutti attraverso questa radio connessa al PC, e a questo punto il mio cervello ha fatto delle considerazioni……

Il sistema permette l’utilizzo di radio connesse a un PC, quindi a tutti gli effetti in quel momento si sta realizzando un ripetitore simplex connesso a un gateway internet, cosa che, a norma di legge, è realizzabile ESCLUSIVAMENTE da associazioni a carattere nazionale legalmente costituite, cito testualmente il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 ottobre 2001, n.447

Art. 41. – Stazioni ripetitrici

1. Le associazioni a carattere nazionale dei radioamatori legalmente costituite possono conseguire, nel rispetto delle disposizioni recate dall’articolo 8, commi 1, 2, e 38, l’autorizzazione generale per l’installazione o l’esercizio:

a) di stazioni ripetitrici analogiche e numeriche;

b) di impianti automatici di ricezione, memorizzazione,

ritrasmissione o instradamento di messaggi;

c) di impianti destinati ad uso collettivo.

2. L’installazione o l’esercizio di stazioni di radiofari ad uso amatoriale sono soggetti a comunicazione; la stazione deve essere identificata dal nominativo di cui all’articolo 37 relativo al radioamatore installatore seguito dalla lettera B preceduta da una sbarra.

Per farla breve, solo associazioni a carattere nazionale possono installare stazioni ripetitrici autonome previa richiesta di autorizzazione, con tanto di scheda tecnica del ripetitore/radio in uso e il rilascio di relativo nominativo di stazione, e devono ESCLUSIVAMENTE attenersi al piano di frequenze assegnato dal ministero; quindi, nessun cittadino, radioamatore o meno che sia, può installare a casa o in qualsiasi luogo stazioni ripetitrici autonome non presidiate, figuriamoci ripetitori su altre frequenze, che non prevedono neppure l’utilizzo di un ripetitore.

In sostanza, l’utilizzo di comunicazioni via PC è consentito, l’utilizzo del sistema mediante gateway simplex collegando una radio invece NON è concessa, a maggior ragione non è concessa su frequenza dove l’uso di ripetitori non è neppure regolamentata, ed è un discorso valido anche per altre forme di comunicazioni radioamatoriali come ECHOLINK o similari.

Questo è quanto….a voi le considerazioni….